Più che rabbia, depressione.
E impotenza.
E’ inutile che facciamo i grandi quando sentiamo male: alla fine ce lo teniamo, e con noi rimane finché non ce ne facciamo una ragione. L’unica cosa che possiamo fare è non tirarci troppo giù, e che se siamo qui a pensare, allora non è andata così male: abbiamo ancora la capacità di farlo. Che il mondo sia uno schifo è un discorso trito e ritrito, e la cosa che ci fa rimanere perplessi, è che è per colpa nostra e di come lo viviamo.
Possiamo decidere di uccidersi su un avvenimento, pensando a come è potuto accadere… e se avessi.
Potremmo passarci un’intera vita a pensare sui se. Non c’è mai una soluzione migliore a ciò che è stato.
Poi arriva il momento in cui accettiamo che è accaduto e basta, e allora cerchiamo di guardare il fatto su diversi punti di vista: il peso del dolore va eliminato in qualche modo. Ci convinciamo di alcuni dettagli un po’ offuscati, così da farci apparire, a noi stessi, un po’ giustificati.
Alla fine di tutto questo ci convinciamo che sarà un’esperienza per il futuro, che per fortuna, di quello non sappiamo nulla. Abbiamo già il passato a cui pensare: non possiamo occuparci anche di lui.
Se per caso non vi vedete in tutto ciò, sentitevi liberi di cambiare i “ci” con “mi”, i “noi” con “me” e così via.
Che, in fondo, ognuno di noi potrà toccare con la sua mano, vedere con i suoi occhi, ascoltare con le proprie orecchie, annusare con il suo naso, assaporare con la sua lingua, pensare con il suo cervello e soffrire e amare con il suo solo cuore.
La sfiga forse ha un senso.
——————————- Jack